Buon Raccolto

Albicocca

07/07/2020

Facile da consumare, sempre buonissima da gustare.

LE ORIGINI

Dolce, non si deve sbucciare, l’albicocca è un frutto facile da consumare, in qualsiasi momento della giornata. Caratterizzata dal colore arancione brillante, una buccia vellutata e sottile, ha una polpa morbida, e il profumo invitante. Viste le poche calorie, le tante vitamine e sali minerali è certamente il frutto ideale per la stagione estiva.

L’albicocca appartiene alla famiglia delle rosacee e al genere prunus cui appartengono anche ciliegia, prugna, mandorla e pesca.

Le sue origini sono asiatiche: la pianta fece la sua comparsa in Cina ben 4.000 anni fa, da lì si estese lentamente verso Ovest attraverso l’Asia centrale.
I Romani la introdussero in Italia nel 70-60 a.C. e la chiamavano armeniacum, cioè “mela armena”, per via della sua provenienza, o anche praecox, cioè “precoce” perché maturava prima della pesca. La sua diffusione nel bacino del Mediterraneo fu consolidata, però, dagli Arabi; infatti il nostro “albicocca”, così come l’abricot francese, l’apricot inglese e lo spagnolo albaricoque, derivano dall’arabo al-barquq.

 

LE VARIETÀ

Oggi è diffusa in oltre 60 Paesi, coltivata in climi caldi o temperati e relativamente asciutti, anche se è nel bacino del Mediterraneo che si raccoglie il 60% della produzione mondiale.

Le albicocche italiane presenti sul mercato provengono in gran parte dall’Emilia Romagna, dalla Campania e dalla Liguria. Le varietà coltivate in Italia sono moltissime e la loro maturazione va dalla fine di maggio ad agosto, in base alle zone e all’altitudine. Tra le tante tipologie di albicocca, se ne contano circa 300 tipi in

Italia, le più conosciute sono la Preole, una varietà di piccole dimensioni coltivata in modo particolare in

Campania; la Reale di Imola è invece di dimensione media, color oro e con polpa gialla. Infine la varietà chiamata Valleggina, è coltivata nel savonese ed è di media pezzatura, riconoscibile per il colore arancione brillante e i pigmenti rosso acceso.

La stagione delle albicocche in Italia si apre con la Pindos, varietà precoce non molto dolce che si può iniziare a raccogliere a fine maggio, e si chiude con la Pellechiella, di origine campana molto diffusa nei territori alle pendici del Vesuvio, dolce e matura fino alla fine di agosto. C’è poi una varietà che, grazie alla tutela della Fondazione Slow Food, sta vivendo un’autentica rinascita: l’albicocca di Galatone, un piccolo tesoro della tradizione agricola salentina molto precoce, di piccole dimensioni simili a quelle di una noce, e dalla buccia screziata. Caratterizzata da un profumo intenso e un sapore dolce molto gradevole al palato, ha una consistenza piuttosto morbida che ne ostacola il trasporto e la manipolazione industriale ed è per questo, e per il progressivo abbandono delle coltivazioni, che il suo commercio è limitato esclusivamente alla zona di produzione.

 

COME GUSTARE LE ALBICOCCHE

Per gustarne appieno il loro sapore vanno scelte ben mature e consumate entro pochi giorni dall’acquisto. Proprio per questa loro fragilità trovano impiego nell’industria conserviera: in confetture, sciroppi o succhi di frutta, ma anche essiccate o sciroppate. In pasticceria, l’albicocca trova largo uso anche in forma di gelatina per “apricottare”, termine che deriva da “apricot”, cioè albicocca in inglese, che si riferisce all’azione di spennellare la torta con gelatina di albicocca prima di glassarla.

Questo frutto si presta alla realizzazione di molti dolci soffici ed è perfetta anche per la preparazione di crostate.

Sotto forma di marmellata le albicocche sono alla base di farciture di molti prodotti di pasticceria, fra cui la celebre torta Sacher, tipica della tradizione dolciaria viennese.

Le albicocche sono ottime anche cotte per 8-10 minuti con altra frutta di stagione, zucchero di canna e succo di limone, con l’eventuale aggiunta di pochissimo vino bianco. Questa frutta cotta mista è ottima consumata fredda quando fa caldo ed è un modo per non sprecare la frutta passata di maturazione o ammaccata.

Le albicocche possono essere utilizzate, sia fresche che secche, anche nelle ricette salate: in antipasti, torte rustiche, primi e secondi di grande gusto, soprattutto sotto forma di salsa per insaporire carni bianche e rosse, ma anche accostata al pesce, come per esempio con gamberi rossi di Sicilia.

COME SCEGLIERE LE ALBICOCCHE

Valutare visivamente la qualità dell’albicocca al momento dell’acquisto non è facile: il colore non è sempre indice di sapore e varia dal giallo pallido all’arancione intenso striato di rosso; la polpa può essere croccante oppure morbida come un purè.

Il consiglio è di acquistare frutti né troppo verdi né troppo maturi: le albicocche troppo acerbe non svilupperanno mai il sapore del frutto maturato sull’albero; il frutto troppo maturo, per non farlo deperire, dovrà essere conservato in frigo, perdendo il gradevole gusto che permane a temperatura ambiente.

 

UNA CURIOSITÀ

Forse non tutti sanno che i semi contenuti all’interno del nocciolo dell’albicocca, chiamati armelline, vengono impiegati in pasticceria come essenza negli amaretti, in sciroppi o liquori e in abbinamento alle mandorle dolci. Sebbene emanino un profumo molto gradevole, che ricorda la mandorla amara, il loro utilizzo deve essere limitato ad un uso strettamente aromatico.
Questi semi contengono in effetti un derivato dell’acido cianidrico che, ad alte dosi, può risultare altamente tossico. Anche se le percentuali di questa sostanza presenti nel nocciolo sono piuttosto basse, è meglio evitare di consumare e di far mangiare le armelline, specialmente ai bambini.

 

UN ALLEATO PER SALUTE E BELLEZZA

L’albicocca è un frutto non solo buono da mangiare ma anche un importante alleato per la salute e la bellezza. Le albicocche sono un frutto a basso contenuto calorico, ricco di vitamine, sali minerali e fibre.
Sono preziose per la pelle e per gli occhi, per il loro alto contenuto di vitamina A e di vitamina C. Tra i sali minerali che le albicocche forniscono al nostro organismo troviamo soprattutto potassio, ma anche calcio, ferro, fosforo e magnesio. Per il suo potere saziante e remineralizzante, e per la praticità con cui si toglie il nocciolo, questo frutto è l’alimento ideale per uno spuntino di metà mattina o pomeriggio, utile anche in caso di spossatezza. Per la bellezza della pelle, non tutti conoscono le grandi proprietà dell’olio ricavato dalla spremitura a freddo dei noccioli che trova impiego soprattutto nella cosmesi.

Un olio di colore giallo tenue con alte concentrazioni di vitamine A ed E che, con gli acidi grassi, concorrono a rendere la pelle più liscia, elastica e luminosa. Tutte queste funzioni sono fondamentali nella lotta al rilassamento cutaneo e alle smagliature.
L’azione emolliente è addirittura molto efficace nell’alleviare la pesantezza delle rughe. Risultati sorprendenti si ottengono quando si applica l’olio di albicocca sui capelli: spalmato come impacco e lasciato agire circa 20-30 minuti prima dello shampoo, può rinvigorire i capelli sfibrati che ritroveranno lucidità e morbidezza.

Dal frutto fresco a quello essiccato passando per una ricetta dolce e all’accostamento con il salato senza trascurare le applicazioni cosmetiche, l’albicocca si conferma un grande alleato di salute e bellezza.