Buona Natura

Alla scoperta del crudismo

10/04/2018

Questo mese diamo il benvenuto a Fabio, professore trentenne che, da qualche anno, ha fatto una scelta che a molti può risultare di difficile comprensione: l’alimentazione crudista.

Alimentazione raw o crudista

La dieta crudista consiste nel consumo prevalente (circa l’80% dell’apporto calorico quotidiano) di alimenti crudi, stagionali, non soggetti a trattamenti industriali, generalmente di origine biologica.

Il termine crudismo in realtà comprende differenti pratiche alimentari, crudismo vegetariano, vegano e onnivoro, accomunate dal rifiuto dell’alterazione delle proprietà nutrizionali naturali

degli alimenti.

 

Trattamento del cibo

I cibi possono essere trattati solo meccanicamente e possono essere soggetti ad un trattamento termico che non superi i 42°, limite oltre il quale i nutrienti vengono degradati. La temperatura minima, alla quale gli alimenti si possono sottoporre, non deve essere inferiore a 1° poiché, oltre tale soglia, si ha un’alterazione delle loro proprietà, dovuta alla rottura delle membrane cellulari.

La dieta crudista, che esclude dunque il congelamento e la cottura  del cibo, ammette però che i prodotti siano frullati, centrifugati, marinati, essiccati, riscaldati e raffreddati. Questo stile di alimentazione rimanda al modo di cibarsi dell’uomo delle origini che, prima della scoperta del fuoco, si nutriva, necessariamente, solo di alimenti non cotti.

Nascita della “raw food diet”

Il trattamento dietetico a base di soli cibi crudi nasce in Svizzera, ad opera del medico Maximilian Bircher-Benner che, guarito dall’ittero in seguito ad un’alimentazione esclusivamente a base di mele crude e dopo aver effettuato numerosi esperimenti sugli effetti di una dieta a base di vegetali crudi sulla salute dell’uomo, nel 1897 aprì, a Zurigo, la Lebendige Kraft (Forza Vitale), casa di cura ispirata a tali principi.

“La scelta del ‘raw food’ è avvenuta in modo graduale”, racconta Fabio, “introducendo ad ogni pasto sempre più alimenti crudi, ricchi di tutto il loro potenziale energetico e vitaminico, che influiscono positivamente sul mio benessere fisico”.