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Alla scoperta delle Birre italiane

02/08/2017

Dalle birre “industriali” ai micro-birrifici sparsi per la Penisola: una guida per orientarsi

D’estate può essere molto piacevole bere birra, a un aperitivo con gli amici o dopo cena, in riva al mare o in montagna. Una bella birra fresca è anche un’alternativa rinfrescante ad altre bevande, sia analcoliche che alcoliche.

La birra e l’estate

Con il caldo, la birra non ha particolari controindicazioni, perché il suo contenuto alcolico è basso. Inoltre, reidrata l’organismo e presenta proprietà reintegrative, oltre che di liquidi, anche di sali minerali. Tra le diverse varietà, quella preferita d’estate è forse la weizen (birra di grano, weiß, blanche o wit, cioè bianca), che esalta le sensazioni di freschezza.

 

Il mondo birrario italiano

In Italia il discorso delle birre è piuttosto complesso. Il mondo birrario italiano è molto ampio e si divide principalmente in due settori: da una parte ci sono le birre che si possono trovare in tutto il territorio nazionale e, dall’altra, i micro-birrifici. Nel mezzo, ci sono le birre artigianali commerciali, una realtà in crescita. Chi vuole fare della passione per la bevanda ambrata una professione, poi, può rivolgersi all’Università di Perugia, dove sono stati istituiti corsi di formazione professionale aperti a tutti su “come diventare birraio” e sulla degustazione della birra. Da due anni è stato inoltre attivato un corso di laurea in Tecnologie birrarie, che consacra l’arte della birra tra le materie di rango universitario.

 

Birre industriali

Tra le birre industriali, definite tali perché la loro produzione è in grado di soddisfare tutto il territorio nazionale, c’è ad esempio la Birra Menabrea. Nata a Biella nel 1846 e dai primi anni ’90 entrata nel gruppo Forst, pluripremiata nel tempo, vanta addirittura un museo e un ristorante annesso alla fabbrica, ricavato dalle vecchie stalle dello stabilimento, dove è possibile abbinare la birra alla cucina locale. Anche la Birra Peroni nasce nel 1846, a Vigevano, ed è un altro antico marchio di prestigio italiano, che da un anno fa parte del Gruppo Asahi Europe. La sede romana, nel 2000, era stata riconosciuta come sala cotte più grande d’Europa. Qui, agli appassionati del genere si raccomanda la visita al Museo Birra Peroni, che insieme all’Archivio Storico narra la storia dell’azienda, del prodotto e della sua comunicazione. Questa è anche la birra più venduta in Italia, mentre il prodotto premium dell’azienda, Nastro Azzurro, è la birra italiana più rappresentativa all’estero.

 

Birre artigianali commerciali

Alcuni birrifici si possono considerare artigianali, ma al tempo stesso commerciali, perché producono migliaia di ettolitri e sono presenti nella grande distribuzione. Uno di questi è il Mastri Birrai Umbri, che ha sede in provincia di Perugia e attinge le proprie materie prime da oltre mille ettari di coltivazione a farro, orzo e grano, oltre a luppoli aromatici, cicerchie e lenticchie. Le birre sono così create da ingredienti selezionati, attraverso il processo artigianale dell’alta fermentazione e della rifermentazione in bottiglia.

 

Micro-birrifici

Attualmente, in Italia esistono oltre 1.000 micro-birrifici. Queste piccole realtà, presenti in tutte le regioni, possono riservare piacevoli sorprese a chi vada in cerca di una birra locale. I produttori lavorano con passione e spesso con pochi mezzi, per cui sarà difficile trovare le birre artigianali al di fuori di un territorio circoscritto.

Una curiosità: nel 2015 è nata anche l’Associazione Le Donne della Birra, dedicata alle donne che lavorano nel settore. In Liguria, ad esempio, ne fa parte il Birrificio La Taverna del Vara, a Torza (SP).

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