Vino e dintorni

Bianco e Rosso di Sicilia

30/05/2017

Due vini con un unico tratto in comune: il luogo d’origine, la Sicilia. Diffusi e molto apprezzati, il Nero D’Avola e il Grillo riescono a soddisfare palati che amano gusti assai differenti.

Nero D’Avola, una delle viti più antiche

“Principe dei vitigni a bacca rossa – spiega Vittorio Cardaci Ama delegato Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori) per la provincia di Catania – il Nero d’Avola fino a una trentina di anni fa era conosciuto con il nome di Calabrese. La sua coltivazione avviene in tutta l’isola, tranne che nell’area etnea, anche se la zona d’elezione è la parte sud orientale, in particolare la piana di Gela”. Di colore rosso rubino intenso e brillante, ha una buona struttura, un carattere possente, caldo, intenso e armonico.

“L’aroma è complesso – aggiunge Cardaci Ama – si possono facilmente riconoscere il lampone e la mora, ma anche delicate note di viola e di spezie, prugna secca, ciliegia, ribes nero, cacao, tabacco e cuoio”.

Si abbina con i primi della cucina siciliana, come la pasta con il nero di seppia, con carni rosse arrostite o grigliate o con uno stracotto. Può essere servito anche con salumi e formaggi.

 

Grillo, simbolo di Sicilia

Il Grillo nasce dall’incrocio tra il Catarratto bianco e lo Zibibbo. “Una sua caratteristica è l’attitudine a diventare un bianco di alto grado alcolico – spiega Cardaci – superando talvolta i 15-16°. Ciò fa sì che quest’uva sia tradizionalmente usata per la produzione di vino marsala. Un’altra caratteristica insolita è quella di essere ottimo invecchiato per anni o addirittura decenni”. Ha un colore giallo paglierino brillante. L’aroma è complesso con note di frutta fresca, riconoscimenti floreali tipicamente mediterranei; al palato è fresco e persistente, con una spiccata sapidità e struttura. Il vino è prodotto anche nella versione spumante.

“Il Grillo è molto versatile negli abbinamenti, può essere servito come aperitivo o a tutto pasto, con antipasti marinari, pesci affumicati, pasta con la bottarga, con le sarde alla palermitana, pesci alla griglia come lo scorfano alla brace, ma anche con carni bianche. Da provare in calice ampio, accompagnato a sgombro affumicato e misticanza, al tramonto nello Stagnone, ammirando Favignana all’orizzonte e alla vostra destra, in alto, Erice… liberi nella scelta della compagnia” conclude l’esperto.

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