Erbe aromatiche

Buona Natura

Erbe aromatiche e fiori di primavera

28/05/2021

La primavera e in particolare il mese di maggio, con le sue temperature miti, è il momento adatto per raccogliere erbe aromatiche e fiori.
Se avete provato a piantare nel vostro terrazzo o nell’orto qualche piantina, vi sarete accorti che finalmente è giunto il momento della raccolta.

Anche durante una passeggiata nel parco, sotto il sole di primavera, è facile imbattersi in erbe aromatiche e fiori perfetti per decorare e insaporire i nostri piatti. Tuttavia, se non siamo esperti, per evitare inconvenienti, è importantissimo informarsi prima di consumare le piante raccolte in natura aperta. Oggi esistono moltissimi siti internet che offrono guide sull’argomento o anche, le gite organizzate alla scoperta della natura, fino a vere e proprie “raccolte guidate” che hanno proprio lo scopo di aiutarci ad imparare a riconoscere le erbe spontanee.
Un’occasione per avvicinarsi alla natura con un approccio di altri tempi, per riscoprire i profumi e i gusti della stagionalità.

Erbe aromatiche e fiori

Tra le erbe aromatiche che producono fiori commestibili troviamo la menta, il rosmarino e l’origano: in questo periodo si possono raccogliere gli interi rami, fiori inclusi. Il sapore è pressoché lo stesso delle foglie in quanto contengono lo stesso olio essenziale: non sono fiori scenografici, tutte presentano piccoli fiorellini di colore bianco-violaceo a spiga, ma possono dare un tocco di colore ai vostri piatti. Anche i fiori di basilico sono commestibili, ma se si vogliono piante rigogliose sarebbe meglio non farli spuntare o, comunque, tagliarli spesso perché questo stimola la produzione di foglie. Per chi si dedica all’essiccazione per conservare gli aromi per l’inverno, i fiori di basilico sono una buona soluzione: se da freschi, infatti, sono meno profumati delle foglie, una volta essiccati sembra mantengano molto di più le loro caratteristiche.
Quando sono freschi, comunque, possono essere usati come le foglie, anche per preparare infusi o per aggiungere una punta di freschezza in frappè con latte, frutta e una punta di miele.

Erbe selvatiche

Se avete deciso di andare a fare una passeggiata nella natura, potreste incontrare il coriandolo, il cerfoglio e il finocchietto selvatico: tutte piante appartenenti alle ombrellifere, che offrono fiori molto speziati e particolari.

Coriandolo
Il coriandolo, o prezzemolo cinese, non è facile da trovare allo stato naturale, ma nei terreni abbandonati dove prima vi erano delle coltivazioni in primavera può comparire con i suoi piccoli fiori bianchi con sfumature rosate riuniti in “ombrelle”. I fiori, pur essendo commestibili, sono forse la parte meno interessante: le foglie si consumano fresche come un’erba aromatica mentre, a fine fioritura, si possono raccogliere i semi e utilizzarli come spezia.

Cerifoglio
Il cerfoglio, nella sua varietà spontanea, cresce prevalentemente in zone ombreggiate, in molti paesi è utilizzato in alternativa al prezzemolo, anche se l’aroma è più vicino al basilico e l’anice. I suoi fiori, in realtà, sono un po’ tardivi infatti si sviluppano in estate e sono caratterizzati da un colore bianco. Ha un aspetto che potrebbe confondersi con alcune erbe tossiche, quindi conviene essere esperti oppure optare per la coltivazione in vaso.

Finocchietto selvatico
L’ultima pianta delle ombrellifere è il finocchietto selvatico. Facilmente riconoscibile, si trova lungo le coste ed è protagonista di molte ricette della tradizione culinaria italiana. Spesso si usa la parte delle foglie, volgarmente detta “barba”, molto utilizzata per aromatizzare le carni e il pesce, elemento indispensabile nella cucina siciliana e sarda, basta pensare alla pasta con le sarde e alla fregola con finocchietto. I piccoli fiori gialli, raccolti all’inizio della fioritura, fatti essiccare e poi sgranati, vengono usati per svariati scopi, per il loro gusto fresco sono ottimi da aggiungere in molte pietanze; in Toscana, per esempio, si usano con le carni di maiale: avete mai assaggiato la finocchiona?
La curiosità: sapete da dove deriva il termine “infinocchiare” con l’accezione di “ingannare”?
Proprio da questa pianta, perché Il finocchietto selvatico, per il suo gusto fresco e dolciastro, in passato veniva largamente utilizzato per dolcificare i cibi e bevande di scarsa qualità. Veniva aggiunto alle carni non più fresche per coprirne il sapore sgradevole, oppure i semi, molto aromatici, venivano serviti dagli osti insieme a vini di poco pregio per arricchirne il gusto.

 

Fiori spontanei commestibili

Tarassaco
Nei prati disseminati di fiori primaverili è molto facile distinguere corolle di fiori giallo intenso, sono quelli del tarassaco, chiamato anche cicoria selvatica o dente di leone. Si possono usare sia le radici che le foglie, ma anche i fiori sono molto gustosi e decorativi.

Un suggerimento: preparate un’insalata con uova sode, lattuga, songino, carote e scaglie di parmigiano, aggiungete i fiori di tarassaco e stupirete i commensali con un tocco di colore e un gusto inimitabile.

Violette Selvatiche
In primavera si trovano facilmente anche le violette selvatiche, belle e colorate, hanno un gusto molto raffinato in cucina.

Possono essere aggiunte all’insalata, poste come decorazione sulle torte e usate in forma cristallizzata, ovvero, passando sui petali una piccola quantità di albume poi spruzzato con zucchero e lasciato asciugare. Le varietà di viole sono molte, meglio accertarsi che siano di specie commestibile, perché quelle da appartamento possono essere tossiche.

Borraggine
Nei prati e lungo le strade si trova anche la borragine. Il suo fiore è di un colore che va dal viola al blu a forma di stella.

Se le foglie sono dure e ricoperte di una peluria che le rende mangiabili solo dopo la cottura, i fiori possono essere mangiati anche crudi.

Data la loro forma originale e il colore intenso possono essere usati anche solo per decorare primi piatti, carne, una fetta di salmone e insalate.

Possono essere consumati anche facendo una frittata, un risotto o friggendoli con una pastella leggera. Se avete voglia di un condimento originale potete mettere i petali in una bottiglia d’aceto di vino, assumerà un bellissimo colore.

Un consiglio : potete sistemare i fiori nelle vaschette per il ghiaccio con acqua e riporli in freezer, otterrete degli originali cubetti per rinfrescare e dare un tocco di colore alle vostre bevande.

La raccolta di piante spontanee per nutrirsi è una pratica che risale alla preistoria che nel tempo sembrava essere caduta in disuso.

Oggi, invece, grazie all’interesse per le pratiche ecosostenibili è di nuovo praticata e si sta diffondendo perché rispetta la biodiversità, la natura ed offre un momento di relax nel verde.

Il consiglio, però, è  quello di non improvvisarsi raccoglitori ma informarsi sempre o rivolgersi agli esperti del settore!