Buon Raccolto

I Piselli, buoni e leggeri

11/05/2020

Tutte le virtù dei chicchi verdi. Freschi o secchi, i piselli sono i legumi più amati. Sono facili da cucinare, non gonfiano, sono perfettamente digeribili e soprattutto hanno moltissime proprietà.

UN PO’ DI STORIA

La pianta produce frutti piccoli di colore verde la cui esistenza è antichissima. Ne facevano già uso in Asia Minore nel 2000 a.C. Anche nel Neolitico, addirittura, si hanno testimonianze di coltivazioni di piante di legumi e cereali.

Coltivati dai Greci e dai Romani, i piselli si trovano ai tempi di Carlo Magno e nei libri di storia. Nella modernizzazione dell’agricoltura, l’introduzione della rotazione del terreno, da biennale a triennale, prevede che il campo sia coltivato da grano, piselli e solo un terzo a maggese.

I piselli, non solo erano facili da coltivare, ma anche da conservare. Nel Medioevo era un cibo importante per i poveri che spesso li cucinavano con del lardo.

È alla corte dei Medici a Firenze che fanno la loro comparsa i “piselli novelli”, una varietà nana da consumarsi fresca.

Con il matrimonio di Caterina de Medici ed Enrico II di Francia, nel 1533, i piselli novelli fecero il loro ingresso anche nella cucina francese. Li chiamarono “petit pois”: li adorò anche successivamente Luigi XIV. Per lui non potevano mancare ad ogni pranzo o cena illustre tanto da diventare una vera e propria moda gastronomica dell’epoca.

 

LE VARIETÀ
L’Italia è uno dei principali produttori: ne esistono diverse varietà che si differenziano a seconda della forma e del colore: i piselli di Mirandolo Terme, i Nero di l’Ago, quelli di Lumignano, ma anche le taccole o i fagiolini corallo, che a dispetto del nome fanno parte della famiglia.

Molte ancora sono le tipologie di piselli, i cui nomi derivano delle caratteristiche del baccello o dall’area di produzione.
Si chiamano Meraviglia d’Italia, Espresso Generoso, Tesedra, Senatore, San Cristoforo, Alderman, Lavagna, Vittoria, Navona. Possono essere da sgusciare oppure senza pergamena, con semi rugosi o tondi, piante rampicanti o nane.

Un legume che piace moltissimo anche ai bambini per quel sapore dolce e la possibilità di impiegarlo in un primo piatto, come contorno o gustato fresco.

 

LE PROPRIETÀ

Quelli freschi sono ricchi di sali minerali, vitamine e acqua, ma soprattutto di fibre utili per il benessere intestinale. Il consumo settimanale contrasta eventuali problemi di stitichezza, contribuisce a dare quel senso di sazietà senza appesantire e ha un potere antiossidante.

Grazie alla presenza della clorofilla, i piselli sono alleati di cuore e sangue perché stimolano la produzione di globuli rossi, ma anche di colesterolo e glicemia, che vengono tenuti sotto controllo.

I fitoestrogeni, ovvero estrogeni di origine naturale, invece, favoriscono la diuresi e possono essere utili per alleviare i disturbi tipici della menopausa. I piselli freschi si prediligono in primavera.

Chi ama consumarli durante tutto l’anno, li acquista surgelati proprio perché questo principio consente di mantenere inalterate tutte le proprietà naturali.

l piselli secchi, molto consumati anche in India e in Etiopia, sono stati per molto tempo utilizzati come farinacei.

I vegetariani e i vegani, per compensare la mancanza di proteine animali, li prediligono secchi perché, in quanto disidratati, sono maggiormente concentrati in termini di sali minerali, fibre e proteine, appunto.

Ottima la soluzione di ridurli in purea: basta un frullatore o un passaverdure ed il gioco è fatto. In questo modo sono morbidi e gustosi, assolutamente leggeri.

Conosciuti e coltivati sin dai tempi antichi, i piselli sono stati per tempo un alimento base della cultura contadina e povera, per diventare prelibatezza di borghesi e nobili come Luigi XVI. Sarà per questo che il famoso scrittore danese Hans Christian Andersen, nel 1835, scrisse il racconto La principessa sul pisello? Qui si narra che un seme di pisello, nascosto sotto il materasso, rivelò la natura regale della protagonista. Con questa fiaba, il detto “Sei come la principessa sul pisello” significa avere un atteggiamento altezzoso e decisamente molto snob.