Buon Ricordo

Il momento dei ricordi

27/05/2019

Il pranzo della domenica

Una tovaglia ricamata, il sobbollire del sugo e quella meravigliosa attesa di gustare quei manicaretti che solo alla domenica mamma o nonna preparavano: un luogo dei ricordi intriso di profumi ed emozioni che ancora oggi rimane una tradizione viva e attuale: il pranzo della domenica. Un tempo era un appuntamento imprescindibile nella vita di una famiglia: era il giorno in cui si poteva stare tutti insieme, genitori, figli, nonni e zii a gustare quei “piatti ricchi” come l’arrosto e la pasta fresca che era possibile consumare solo
il giorno di festa. Una ricerca condotta dall’Accademia Italiana della Cucina dimostra che il pranzo domenicale è ancora un appuntamento sentito, infatti il 52% delle famiglie italiane si siede a tavola per gustare un menu che è lo stesso di 50 anni fa: antipasto di salumi misti, pasta asciutta o ripiena, arrosto o bollito, patate e torta di mele.

Oggi la famiglia ha cambiato la sua morfologia, non abbiamo più le tavolate con tutto l’albero genealogico ma la cosiddetta “famiglia allargata”.

Da nord a sud, una sfilata di prelibatezze in cui il fattore comune è sorprendere e deliziare il palato dei fortunati fruitori.

PIEMONTE E LOMBARDIA

In Piemonte e in Lombardia protagonisti sono i bolliti con le meravigliose salse di accompagnamento e l’immancabile mostarda. Nel capoluogo lombardo, i Rustin negàa, nodini di vitello cotti nel vino e la celebre cotoletta
alla milanese.

 

LIGURIA

In questa regione i sapori sono freschi e delicati con la presenza di erbe aromatiche.
Come antipasti si marinano olive e ortaggi da abbinare alla farinata di ceci e alla focaccia genovese.
Per i primi, il pesto è il condimento principe di trofie e tagliatelle ma sono anche molto diffusi i mandilli de saea, delle lasagnette da infornare.
Tra i dolci, il pandolce e i canestrelli.

 

VENETO

In Veneto, protagonisti della domenica sono la polenta, grigliata o arrostita, accompagnata da densi sughi di carne o dalle seppie in umido oltre al classico e intramontabile “Risi e bisi”. A Venezia non possono mancare le sarde in saor e i fegatini alla veneziana.

 

EMILIA ROMAGNA

In Emilia Romagna è il trionfo della pasta fresca con le lasagne al ragù e i primi in brodo: tortellini, cappelletti, tagliatelle e passatelli e in chiusura la celebre zuppa inglese.

 

TOSCANA

In Toscana, i crostini col patè di fegato sono un antipasto irrinunciabile, cui possono accostarsi affettati misti come il lardo di Colonnata e il prosciutto di Cinta senese; tipiche le zuppe, dalla ribollita all’acquapazza, da servire in alternativa alla nota pappa al pomodoro.

Come dessert i cantucci imbevuti
nel vin santo.

 

LAZIO

Nel Lazio, non può mancare il cannellone ripieno di carne, a seguire l’abbacchio con le patate e dulcis in fundo la crostata di ricotta e visciole.

 

PUGLIA

In Puglia, il menù della domenica inizia con le orecchiette fatte in casa alle cime di rapa e con le braciole,
si prosegue con i frutti di mare
e i lampascioni sott’olio.

 

ISOLE

Nelle Isole, un posto in primo piano spetta ai dolci della domenica: in Sicilia granita, gelato di mandorle, di melone, di gelsi, cannoli e cassate, in Sardegna la fanno da padrone le Seadas con formaggio e miele o Li Niuleddi, con spezie varie e scorza d’arancia.