Buon Raccolto

Il pomo d’oro

10/04/2018

Con l’avanzare della primavera si può procedere alla semina del pomodoro (Solanum Iycopersicum), frutto annuale appartenente alla famiglia delle Solanaceae, originario del Sud America, oggi protagonista indiscusso della cucina italiana, che non ha avuto sempre uguale fortuna.

Origine del nome

Fu Pietro Andrea Mattioli, medico e botanico rinascimentale, a denominare il pomodoro “mala aurea”, tradotto in seguito in “pomo d’oro”, in virtù del colore dorato dei frutti dell’epoca.

In molte lingue, probabilmente per le proprietà afrodisiache che gli venivano attribuite, il termine per definire il pomodoro rimandava all’amore: “love apple” in inglese, “pomme d’amour” in francese, “Libesapfel” in tedesco.

Le espressioni usate successivamente, traggono origine, erroneamente, dal termine azteco “xitomatl”, che significa “pianta con frutto globoso, polpa succosa e numerosi semi”, divenendo dunque “tomato” in inglese e “tomate” in francese e tedesco. Il tomatillo in realtà è una pianta diversa, più piccola del pomodoro, che produce frutti di colore giallo verde, che gli Spagnoli chiamavano “tomate”, utilizzando il medesimo nome usato per definire il pomodoro.

 

Storia

Dall’America del Sud, dove cresce spontaneamente grazie al clima tropicale, la pianta del pomodoro venne coltivata anche in America centrale e, nel XVI secolo, portata in Europa dagli Spagnoli. Fu infatti Hernàn Cortés, condottiero spagnolo che, nel 1540, di ritorno in patria, dopo la conquista dell’Impero azteco, portò con sé alcuni esemplari di questa pianta. Il destino del pomodoro fu inizialmente sfortunato poiché veniva utilizzato solo a scopo ornamentale perché ritenuto velenoso a causa dell’alto contenuto di solanina in esso presente.

In Italia, dove il pomodoro comparve nel 1596 sempre come pianta ornamentale, nelle zone meridionali, nelle quali i frutti assumevano un aspetto e un colore più invitante, iniziò ad essere impiegato come alimento fra la popolazione povera.

Circa un secolo dopo anche il resto dell’Europa riconobbe nel pomodoro il prezioso alimento che ancora oggi utilizziamo quasi quotidianamente.

 

Da “accompagnamento” a condimento per la pasta

Per la prima volta nel 1773 Vincenzo Corrado, celebre gastronomo napoletano, nella sua opera “Il cuoco galante” presentò, ancora come semplice accompagnamento di altre portate, tredici ricette di salse di pomodoro.

Il cuoco italiano Francesco Leonardi nel 1790, nell’opera “L’Apicio moderno ossia l’arte di apprestare ogni sorta di vivande”, vantò di aver per primo creato il connubio tra la pasta e il sugo di pomodoro.

Il pomodoro “imperatore” dell’orto domestico – Anche non disponendo di un grande spazio si possono facilmente coltivare i pomodori sul balcone o sul terrazzo, ricavandone grandi soddisfazioni.

 

 

La scelta della varietà

Aprile è il mese ideale per procedere al travaso delle piantine di pomodoro che, se non avete precedentemente coltivato in un semenzaio, potete acquistare nei vivai.

Per il vostro “orto” di casa è consigliabile orientarsi verso pomodori di piccole dimensioni, come i Datterini o i Ciliegini oppure verso la varietà di pomodori oblunghi, scegliendo piante nane, dallo sviluppo contenuto.

 

Il vaso

Il vaso ideale dovrebbe misurare dai 20 ai 40 cm di diametro (a seconda della grandezza del pomodoro) ed essere di argilla, in quanto, favorendo la traspirazione, aiuta a eliminare il ristagno d’acqua, nemico del pomodoro.

Collocate sul fondo del vaso dell’argilla espansa e utilizzate un terriccio universale concimato.

 

Il trapianto

Trapiantate una piantina per vaso, interrandola di almeno 5 cm e posizionatela in un angolo soleggiato e al riparo dal vento, annaffiandola con regolarità, possibilmente dopo il tramonto.

 

Le cure

Quando la pianta raggiunge circa 35 cm di altezza, è necessario dotarla di un sostegno affinché cresca verticalmente e prestare attenzione che rimangano sollevati i rami con i frutti, non dimenticando di eliminare le erbe infestanti.

Dovrete inoltre procedere alla sfemminellatura, rimuovendo con le dita i getti ascellari, che nascono alla base dei rami e creano lo sdoppiamento del fusto, in modo che la pianta convogli le energie nella produzione dei frutti.

I fiori inizieranno ad ingrossare da metà giugno per poi dare origine a succulenti frutti, da raccogliere, maturi, nel corso dell’estate.

 

Pomodoro Ciliegino – Pianta caratterizzata da un frutto piccolo, dolce e gustoso, che si sviluppa a grappolo, di forma tondeggiante, simile a una ciliegia, di dimensioni contenute, perfetta per la coltivazione in vaso.  Il pomodoro di Pachino, la varietà di Ciliegino più conosciuta è, dal 2003, un prodotto I.G.P.

 

Pomodoro Datterino – Frutto piccolo, di circa 20 – 40 gr di peso, dalla polpa consistente. Accomunato al Ciliegino per il colore rosso brillante, il sapore dolce e lo sviluppo a grappolo, a forma di lisca di pesce, se ne differenzia per la tipica forma ovaleggiante, che ricorda quella del dattero. Ottimo sia da sugo che da consumare fresco.

 

Pomodoro oblungo (pianta nana) – Pianta alta non più di 30 – 35 centimetri, molto produttiva, che presenta grappoli a spina di pesce, composti da circa sei frutti di forma allungata, dal sapore dolce e dalla polpa consistente. Il frutto maturo è perfetto per il sugo mentre, in insalata, è buono da consumare ancora verde.