Buon Raccolto

Le castagne, il frutto d’autunno

12/11/2021

Durante la stagione autunnale, col cader delle foglie, nei boschi cadono anche i ricci. Questi, aprendosi, fanno uscire dei frutti preziosi racchiusi in una buccia marrone grande e resistente: le castagne. Chiamate “pane dei poveri”, perché dal punto di vista nutrizionale sono molto simili al riso e al frumento, per molto tempo le castagne sono state fonte di sostentamento delle classi meno agiate.

Origini

Il castagno è una pianta della famiglia delle Fagacee, cui appartengono anche la quercia e il faggio, presenti in molti boschi del nostro territorio. È un albero caducifoglio di notevoli dimensioni (fino a 35 metri d’altezza e 6-8 metri di diametro del fusto) e molto longevo. Allo stato spontaneo si trova nei boschi fino ad un’altitudine di 1000-1200 metri. Bisogna distinguere il frutto del castagno da quello dell’ippocastano, le cui castagne non sono commestibili. Ma bisogna differenziarlo anche dai marroni, più grandi, derivanti dalla pianta coltivata e sottoposta a innesti, non selvatica. Forse non tutti sanno che in realtà le castagne non sono il frutto ma il seme del castagno, perché il frutto vero e proprio è il guscio spinoso che le contiene. Sull’origine non ci sono certezze. Da alcuni ritrovamenti fossili si pensa esistesse già 10 milioni di anni fa. Ma quasi sicuramente, per la citazione in molteplici scritti, lo conoscevano in Grecia e nell’antica Roma.

 

Proprietà

La polpa della castagna ha straordinarie proprietà nutritive: è ricca di carboidrati complessi (amido), fibre, proteine, sali minerali come fosforo, magnesio e potassio e una buona fonte di vitamine del gruppo B. Mangiare le castagne può rivelarsi un buon rimedio naturale per avere energie nei periodi di stress o nei casi di inappetenza, oppure per chi pratica sport o lavori faticosi.

Sono un alimento abbastanza calorico che è meglio gustare con moderazione per esempio come uno spuntino spezza fame. Anche le foglie hanno proprietà eccezionali: il decotto è un ottimo rimedio contro la tosse con azione sedativanei confronti di tutti i malanni da raffreddamento tipicamente autunnali.

Le castagne nella cultura gastronomica

Le castagne possono essere utilizzate fresche, secche o macinate come farina per vari tipi di impasto. Le applicazioni in cucina sono svariate, dalle più semplici caldarroste cotte in padella forata sulla brace a quelle bollite fino a squisite minestre ed elaborati dolci.

Anche se hanno un sapore dolciastro, le castagne si utilizzano anche per preparazioni salate. La farina di castagne è tornata a essere consumata largamente da chi soffre di intolleranze. Questo perché è priva di glutine, per cui, oltre al pane, viene sfruttata in molti altri preparati come castagnaccio, dolci e polente.

Un pane dall’aroma inconfondibile, quello alle castagne, è consigliato come accompagnamento di formaggi e affettati dal sapore intenso come il lardo. Un prodotto ricercato che può essere servito per occasioni come aperitivi e ricevimenti, ma anche per un’originale colazione al mattino.

Per un sonno rigenerante e riposante è possibile preparare una minestra calmante a base di castagne: una volta bollite (fresche o secche) in brodo vegetale o nel latte e passate fino a ottenere una crema, la zuppa può essere servita con crostini di pane, oppure si può aggiungere del riso. La zuppa di castagne può essere anche arricchita di zucca, ceci o patate o al più tradizionale minestrone di verdure.

Dolci con le castagne

Le versioni dolci sono tantissime: dal monte bianco, al rotolo con panna e castagne, dalle bavaresi alla mousse, la torta di mele e castagne fino alla marmellata di castagne.

 

Curiosità sulle castagne

La leggenda narra che i giovani che mangiavano una fetta di castagnaccio offerta da una ragazza se ne innamoravano perdutamente. Questo garantiva un matrimonio sicuro e duraturo!

 

IL Castagnaccio

Il castagnaccio, nato come piatto povero e caduto nell’oblio nel secondo dopoguerra con il crescente benessere, è stato riscoperto recentemente diventando protagonista di menù e sagre autunnali. Essendo un dolce popolare varia, per alcuni dettagli, a seconda della zona in cui viene cucinato. A cambiare è spesso anche il suo nome: baldino, torta di neccio, pattona, migliaccio. In generale, il castagnaccio è una pastella non troppo densa di farina di castagne, poco zucchero e olio extra vergine di oliva cotta in forno. L’impasto viene arricchito e aromatizzato con uvetta passa, pinoli, semi di finocchio o aghi di rosmarino. Qualcuno aggiunge le noci, altre scorze di arancia o limone, i più golosi cioccolato fondente tritato grossolanamente.