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Mele cotogne, un frutto antichissimo dalle svariate proprietà

16/11/2022

Le mele cotogne sono il frutto del cotogno, uno degli alberi più antichi conosciuti all’uomo che sembra fosse coltivato già dai Babilonesi e dai Greci. Originario dell’Asia, nel tempo è arrivato anche in Italia, ma oggi solo pochi ettari di coltivazione nel nostro paese sono dedicati a questo antico e particolare frutto.
Dura e dal gusto aspro, la mela cotogna, quando è matura, emana un profumo buono ed intenso, tanto che in passato veniva usata quasi esclusivamente per la sua fragranza, come deodorante per gli ambienti o per profumare la biancheria negli armadi. Nel tempo è stata utilizzata in cucina, ma solo dopo essere stata cotta, perché la sua consistenza coriacea non permette di consumarla fresca.
I frutti del cotogno devono essere raccolti prima delle gelate invernali. Si possono far maturare sia sull’albero che a casa, l’importante è tenerli a una temperatura di circa 20°, in un luogo asciutto, possibilmente a contatto con altri frutti, come per esempio un casco di banane, per favorirne la maturazione che le regala un colore dorato e le fa perdere la peluria della buccia.

PROPRIETÀ

Fonte di vitamine e sali minerali, la mela cotogna apporta un importante quantitativo di fibre e di pectina che aiuta a tenere sotto controllo la glicemia. Questo frutto è, in generale, un alleato di tutto l’apparato digerente, contiene sostanze che aiutano la digestione e favoriscono la motilità intestinale. Nella cosmesi vengono usati principalmente i semi che hanno proprietà idratanti e rigenerative, usati sia come antirughe che nella cura dei capelli sottili e sfibrati.

 

Come si mangiano le mele cotogne?

Il principale utilizzo in cucina è per realizzare le conserve come la cotognata, la mostarda e la classica confettura. Essendo ricche di pectina, un addensante naturale, le mele cotogne vengono impiegate senza aggiungere altri tipi di addensanti. Per la confettura si usa lo stesso procedimento che per gli altri tipi di frutta. Per la mostarda, oltre allo zucchero, si deve aggiungere l’essenza di senape che conferisce il classico gusto dolce e piccante che bene si accompagna a bolliti e formaggi. Per la cotognata il procedimento è lo stesso che si usa per preparare la marmellata, ma si deve aggiungere la fase di essiccazione, all’interno di uno stampo, che dura da due/tre giorni a un paio di settimane, fino a che non si forma una crosticina di zucchero. Dopodiché potrà essere gustata come dolce a fine pasto, come confettura oppure sui formaggi freschi un po’ aciduli come i caprini.

 

Ma le ricette non finiscono qui!

Volete servire un dessert originale? Potete provare le mele cotogne cucinate al forno: si tagliano a metà e si dispongono su una teglia con zucchero, vino rosso e chiodi di garofano, oppure con limone e cannella. A cottura ultimata, si consiglia di servirle con del gelato alla vaniglia o con la crema.

Siete amanti della classica torta di mele? Provate a farla con quelle cotogne, ricordandovi, però, di cuocerle prima con limone e zucchero, altrimenti rimarranno troppo dure. Si può aggiungere all’impasto della torta allo yogurt, della soffice ciambella oppure per farcire una crostata.

Se volete un liquore digestivo per il vostro fine pasto, quello alle mele cotogne fa per voi. La preparazione è semplice: serve un chilo di mele cotogne che devono essere grattugiate e messe a macerare per circa un mese in un litro di alcol a 96° insieme a tre chiodi di garofano, due bacche di anice stellato e un pizzico di cannella in polvere. Trascorso questo tempo si dovrà aggiungere lo sciroppo preparato con un litro di acqua e 600 gr di zucchero e farlo riposare per un altro mese. E poi non vi rimarrà che gustarlo!

 

BOX

Curiosità

La mela cotogna è conosciuta anche come frutto di Venere. Le leggende narrano, infatti, che fosse simbolo di amore e fecondità nei banchetti matrimoniali degli Dei. Vale la pena provarle!