Buon Appetito

MENU’ DI PASQUA da nord a sud con qualche novità

25/03/2021

I menù di Pasqua, come da tradizione, vede protagonisti tre ingredienti fondamentali: agnello, pasta fresca fatta in casa e uova.

 

L’AGNELLO

Nella Pasqua Ebraica, prima dell’esodo dall’Egitto, il popolo d’Israele sacrificò un agnello e lo mangiò arrostito, insieme alle erbe amare e al pane azzimo. Ecco dunque spiegato perchè all’agnello non si può rinunciare.

Da nord a sud, il menù di Pasqua varia a seconda delle regioni. L’agnello si fa al forno con le patate in Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Campania.

Si aggiungono il rosmarino e le cipolle in Sicilia. In Umbria l’agnello è “tartufato” mentre in Liguria ed Emilia Romagna è arrosto.

Poi ci sono i cardoncelli in Basilicata, il polpettone alla sarda e l’abbacchio alla romana, cotto con vino, acciughe salate, rosmarino e aglio

LA PASTA FRESCA

La pasta fatta in casa è un altro must della tradizione per il menù di Pasqua, che va dalla classica sfoglia all’uovo, agli agnolotti ripieni di carne, conditi con burro e salvia.

Le lasagne hanno sempre il loro perchè: verdi o tradizionali, con la besciamella e ragù alla bolognese sono un classico piatto delle feste, della domenica e dei momenti conviviali.

In Puglia non possono mancare le orecchiette con carciofi e mandorle e in Sardegna i “pillus”, dei tagliolini cotti in brodo di manzo o di pecora.

LE UOVA

L’uovo è il simbolo della vita e della rinascita, per questo, anche con il Cristianesimo, diventa simbolo del sepolcro vuoto e quindi della Resurrezione.

Oltre che nel menù di Pasqua, troviamo le uova anche nel giorno di Pasquetta, soprattutto sode, che accompagnano tramezzini e verdure fresche nel cestino della gita fuori porta.

Fino a qualche anno fa, era tradizione portare le uova sode in chiesa, la mattina di Pasqua, per farle benedire e mangiarle poi a pranzo. Oggi questa tradizione resiste ancora in qualche località, mentre l’usanza di consumare le uova sode è rimasta una regola della nostra tradizione culinaria.

Sono accompagnate da salse o da verdure, ma soprattutto dai salumi.

LA TORTA PASQUALINA

Nata a Genova nel XV secolo, questa torta salata è costituita da 33 sfoglie in ricordo degli anni di Gesù quando appunto morì e poi risorse a Pasqua.

Viene farcita con le bietole, ma, anche con carciofi, uova e maggiorana. La tradizione ligure vuole anche la prescinseua!

In Umbria, la Pasqualina è in realtà una torta al formaggio, un impasto che ricorda, per la sua forma, il panettone, ma è a base di farina, uova, pecorino e parmigiano. Si accompagna ai salumi e alle uova sode. Anche nelle Marche troviamo questa prelibatezza che porta il nome di “crescia”.

LE FAVE

Se sono imprescindibili a Pasquetta, anche al pranzo di Pasqua possono fare il loro ingresso. Insieme al salame, particolarmente indicato quello di Olcella, le fave sono un must dei giorni di Pasqua: abbinate al pecorino, come dicono i romani, “sono la morte sua!”

IL BRASATO AL BAROLO

L’agnello non va in Piemonte, dove la carne di manzo stufata nel Barolo è decisamente più diffusa e tradizionale.

Allevata proprio nelle Langhe, la razza fassone è la carne ideale per il brasato, che deve essere marinato per almeno mezza giornata nel pregiato vino rosso, assieme a sedano, carote, cipolle, bacche di ginepro, chiodi di garofano e cannella, e cotta nello stesso liquido per almeno due ore. Poi si aggiungono le erbe aromatiche, finemente tritate o frullate, che si uniscono alla carne che andrà cotta poi per un’altra mezz’ora. Il brasato si abbina alla polenta, ma anche ad un fumante purè di patate.

UN PRANZO DI PASQUA DELIZIOSO E VELOCE

Preparate delle gustose omelette al formaggio con erba cipollina e peperoni croccanti e delle fave fresche.

Servite a tavola anche un tagliere di formaggi, ciascuno abbinato ad un miele diverso.

Anche le uova di cioccolato sono un must che non può mancare: al latte, fondente o con le nocciole…ce n’è per tutti i gusti, e altrettante saranno le sorprese!