Buon Ricordo

Panettone o Pandoro?

16/12/2019

Il dilemma della tradizione Natalizia.

Ogni anno si ripete in ogni casa addobbata per le feste, i commensali ne fanno una questione di sapore e di gusto personale. Chi non ama i canditi e chi invece mangerebbe il Panettone solo per quelli che, insieme all’uvetta, danno al dolce di Natale il senso della tradizione. Chi invece predilige la morbidezza del Pandoro, con lo zucchero a velo da spolverare, agitando la busta con il dolce all’interno. In pochissimi ne fanno una questione di provenienza geografica, anche perché se il panettone si sa, è nato a Milano, non tutti ricordano le origini del Pandoro.

 

IL PANETTONE È MILANESE

Le origini del panettone risalgono al 1200 quando a Milano si racconta già di una sorta di pane dolce con l’uvetta. Nel 1400 il dolce meneghino diventa leggenda con la storia di un giovane di nobile famiglia, che si innamorò perdutamente della bellissima figlia di un fornaio. Si ingegnò, dunque, per preparare un dolce pane con frutta candita per far colpo sulla ragazza e la sua famiglia. Sembra che il primo Panettone risalga proprio a questa vicenda amorosa, che ha come protagonista Ughetto degli Atellani, di nobile famiglia, che si fece assumere come garzone dal padre della bella fanciulla. A lui si deve la vendita e diffusione di questo dolce, in tutta Milano. La storia più nota però è quella che fa risalire le origini del panettone al nome. Alla corte di Ludovico il Moro si narra, infatti, che in occasione di una cena, alla presenza di capi di stato e donzelle di nobili origini, il cuoco di palazzo, mastro Toni, avesse bruciato il dolce. Per rimediare, cucinò di fretta e furia, ma con maestria e sapienza, un pane con uvetta e frutta candita, avanzi di un pasto del giorno precedente. Il dolce fu apprezzatissimo e divenne leggendario. Ludovico il Moro si complimentò con il suo cuoco e per esprimere tutta la sua gratitudine, lo battezzò “Pan de Toni”, in onore appunto dello chef di corte. Insomma, tra storia e leggenda, da allora il dolce milanese non ha più avuto una battuta d’arresto. E intorno al 1950 Angelo Motta ideò la prima confezione del panettone che lo rese famoso ed esportabile in tutto il mondo.

 

IL PANDORO, DOLCE DI VERONA

A Verona, nel 1200, i dolci ricoperti di zucchero a velo erano i più amati. Certamente il più apprezzato era un dolce a forma conica chiamato “pan de oro” o meglio “pane alle uova” perché la parola “oro” non è altro che l’aggiunta delle uova all’impasto, per rendere il dolce più giallo. Il Pandoro è un dolce di Verona e nasce sorprendentemente nel ‘200, come il Panettone. Già nel Rinascimento, nella Repubblica di Venezia, esistevano, amatissimi, dei dolci ricoperti di sottilissimi strati di zucchero tra cui quello dalla forma conica definito “pan de oro”. Morbido, soffice, dal delicato aroma di vaniglia, la ricetta definitiva del Pandoro viene attribuita a Domenico Melegatti.

 

IL PANDOLCE GENOVESE

Un capitolo a parte merita il pandolce genovese o semplicemente pandolce (in ligure pandöçe o pan döçe, nella Liguria di ponente pan du bambin), spesso detto anche panettone genovese, è un prodotto tipico soprattutto del Genovesato, ma anche nel resto della Liguria. È un dolce comune durante le festività natalizie di forma circolare, ne esistono due versioni “alto” e “basso”. Storicamente la prima versione è stata la “alta”, lievitata naturalmente e con tempi di preparazione molto lunghi, mentre solo alla fine del 1800, con l’introduzione di lieviti, è nata la versione “bassa”, molto più veloce da preparare.

La tradizione antica vuole che venga portato in tavola dal più giovane della casa, servito con nel mezzo un rametto di alloro, simbolo di fortuna e benessere. Appena portato dal giovane, egli dovrebbe consegnarlo al più anziano di casa per essere tagliato e distribuito.

 

PANETTONE O PANDORO?

Certo è che se sono buonissimi entrambi, solo il Pandoro può essere tagliato orizzontalmente. La sua forma permette di ottenere delle stelle, dalla più piccola in cima, alla più grande sulla base e di disporle sfasate per formare un albero di Natale di zucchero e bontà.

Passate le feste, il Pandoro è il più versatile: Pandoro con le pere, tiramisù con il Pandoro, praline di Pandoro.

Al Panettone non resta che accompagnare le colazioni degli italiani nei giorni successivi. Si presta ad essere gustato con il caffè o il caffelatte. Sbirciando su Internet si scopre, infatti, che il Panettone viene consumato per tutto l’anno da 22 mila persone. Il picco arriva a dicembre, con punte di 900 mila acquisti. Ma gli affezionati del Panettone, hanno le scorte per 365 giorni! I numeri sono più bassi per il Pandoro, anche se quelli che lo gustano tutto l’anno si aggirano intorno ai 10 mila, con punte di 60/70 mila nel mese di dicembre.