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Viva la pappa col pomodoro

11/05/2020

Il piatto più buono della tradizione italiana.

Nato come piatto della cucina povera toscana, a base di pane raffermo con pomodoro aglio e olio, la pappa al pomodoro ha avuto fama nazionale grazie a due eventi. È il 1911 quando l’autore fiorentino Vamba (Luigi Bertelli) pubblica il divertente Giornalino di Gian Burrasca, le avventure di Giannino Stoppani precedentemente lette a puntate ne Il giornalino della Domenica, tra il 1907 e il 1908.

 

È qui che il grande pubblico comincia a conoscere la pappa al pomodoro

Tra i vari guai che combina, Giannino organizza, con i suoi amici, il boicottaggio della cucina del collegio, che si rifiutano di mangiare “la solita minestra”. Si scatena una sommossa e i precettori sono costretti a dare ai ragazzi la pappa al pomodoro, decisamente più sana e più buona.

Il racconto di Gian Burrasca diventa noto al grande pubblico con la trasposizione televisiva del 1964 per la regia di Lina Wertmüller: ed ecco il secondo evento che fa della pappa il piatto più orecchiabile d’Italia.

Il ritornello intonato da Rita Pavone, che interpretava proprio il simpatico e monello Giannino, è un jingle che rimane subito in testa: quel “Viva la pappa col po-po-po-pomodoro” canticchiato da tutti trasporta il piatto della cucina toscana alle tavole di tutta la penisola.

 

La pappa al pomodoro è semplice da cucinare e buonissima

Il pane, ingrediente importantissimo, deve essere quello sciocco, senza sale, tipico fiorentino. E raffermo.

Ma qui cominciano le prime varianti: tagliato a pezzetti, il pane per molti va messo a mollo in acqua o brodo vegetale, qualcuno lo fa tostare, altri lo mettono a freddo insieme al pomodoro.

Nelle maggior parte dei casi si fa soffriggere l’aglio in olio extravergine a cui vanno aggiunti i pomodori.

La qualità migliore è il pomodoro costoluto fiorentino, una varietà dal colore rosso intenso caratterizzato in superficie, da grinze che rientrano molto all’interno, mentre la polpa è omogenea dal sapore dolce e consistente, molto adatta per sughi e salse. In alternativa si può usare il San Marzano, il datterino o il ramato, a patto che siano ben maturi. Quando la salsa di pomodoro inizia a bollire ci si aggiunge il pane con il sale e, a piacere, il pepe e/o un pochino di peperoncino.

Si fa cuocere per un’altra mezz’ora dal primo bollore per amalgamare il tutto e la si gusta così, tiepida o anche fredda.

In molti ci aggiungono il parmigiano, ma la pappa al pomodoro originaria non lo prevede, mentre non può mancare un filo di olio extra vergine di oliva per completare l’impiattamento.

Anche il soffritto ha molte varianti. Dall’aglio alla cipolla, a cui qualcuno unisce anche carota e sedano: ogni famiglia ha tramandato la propria tradizione, come accade per molte ricette di origine contadina, nate per recuperare il pane avanzato.

La foglia di basilico è diventata la guarnizione per eccellenza di questo piatto che ormai si fa notare anche sulle tavole di banchetti e momenti conviviali. Servita spesso nei bicchieri monoporzione, le ricette che l’hanno rivisitata e servita poi in chiave finger food sono moltissime, anche se non si discostano mai più di tanto dall’originale.

La pappa al pomodoro è una pietanza vegetariana, anzi vegana, quindi un’ottima proposta per una cena fra amici dove sempre più spesso si devono assecondare le diverse scelte alimentari degli ospiti.

Se non si è legati alla scelta “filologica” del pane toscano, si può usare del pane senza glutine facendola diventare un ottimo piatto semplice e gustoso anche per i celiaci.

La pappa al pomodoro è una ricetta facile e ideale per chi segue la dieta mediterranea riconosciuta ormai, anche oltre confine, uno dei metodi più salutari per mangiare sano e restare in forma.